ASSONAUTO – “Aggiornamento su attività Istituzionale: Tematica esportazione autoveicoli ex. Art. 103 del Codice della Strada”

Anche in questo 2020, Assonauto è attiva nella rappresentanza e tutela delle imprese attive nel settore della rivendita professionale di veicoli usati.

L’Associazione, come noto, si è fatta – sin dalla sua costituzione – portatrice delle istanze di un segmento di mercato, quello dei Rivenditori che vede coinvolte più di 8000 realtà imprenditoriali tra micro, piccole e medie imprese italiane (familiari e non, e fonte di altrettanti occupati) sparse capillarmente sull’intero territorio nazionale e, sino alla nascita dell’Associazione, prive di un corpo intermedio di riferimento.

Il settore, per i suoi numeri e per il suo straordinario ruolo di attore di qualità per il mercato, è un fulgente esempio di quella che si è usi chiamare economia reale e che mantiene viva sui territori l’attività imprenditoriale/commerciale, garantendo anche una libera concorrenza, operando nella rivendita di veicoli, in logica multimarca, senza vincoli di operatività per una o più case costruttrici.

Non basta, il percorso avviato dagli iscritti all’Associazione e di cui la stessa si fa promotrice è legato anche al miglioramento costante degli standard dei veicoli compravenduti, attraverso la naturale combinazione dell’interesse delle singole realtà imprenditoriali di mantenere attivi i propri flussi di vendita verso l’utenza finale, ma – allo stesso tempo – incentivando il ricambio di veicoli sempre più sicuri e green, in luogo di precedenti generazioni meno rispondenti a queste esigenze.

Tanti e diversi i progetti e impegni all’ordine del giorno e in agenda. 

Tra questi, interessa segnalare l’avvio di una serie di contatti istituzionali per la revisione dell’art. 103 del Codice della Strada, in materia di esportazione definitiva di veicoli (così come modificato dal Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 98), la cui nuova versione è entrata in vigore lo scorso primo gennaio. La regola, come ben noto, limita sensibilmente la possibilità di esportare definitivamente veicoli usati, imponendo procedure e limiti stringenti e non del tutto giustificati, almeno per quel che si dirà. Il requisito madre per procedersi all’esportazione di un veicolo è che questo (v. art. 103, comma 1, del Codice della Strada) sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non superiore di sei mesi rispetto alla data di richiesta di cancellazione.

L’imposizione di una regola così stringente dovrebbe rispondere, secondo il Legislatore, alla tutela dell’ordine pubblico e dell’ambiente.

Le finalità di tutela della sicurezza della circolazione e dell’ambiente, è stato anticipato, sono le stesse che muovono costantemente l’attività imprenditoriale dei nostri iscritti e dell’intero settore dei Rivenditori d’auto. 

Detto questo, se le finalità di sicurezza e ambientali sono condivise, il percorso immaginato dal Legislatore per garantirle non pare la risposta all’esigenza.

Senza qui entrare nel dettaglio, preme rilevare come l’introduzione di un regime temporale di “revisione” lascia intendere che l’attuale parco veicoli circolante in Italia (dai termini revisioni ben più estesi) sia poco sicuro; cosa che non si vuole immaginare e credere.

Da qui, se non altro, l’esigenza di allineare i termini revisionali per l’esportazione a quelli validi per il circolante interno.

In più, senza voler entrare nel merito della politica economica e ambientale, in assenza di regole organiche e allineate sull’importazione, esportazione e compravendita interna di veicoli usati, l’esito di una simile operazione normativa non può che essere quello di limitare la rivendita all’estero di veicoli usati, lasciando aperta la porta all’ingresso dall’estero di mezzi che non rispettano gli stessi limiti o comunque l’incentivo a rivendere nel mercato interno mezzi che non sono altrimenti esportabili.

Non basta, è chiaro che l’intervento dei rivenditori auto nel settore dell’acquisto dell’usato e per la rivendita dei mezzi all’estero, è stata sin qui una modalità ampia di aggiornamento del parco circolante italiano, fungendo il rivenditore da acquirente di mezzi più datati (anche in termini di standard) presso le famiglie italiane e consentendo attraverso il prezzo dell’acquisto alla famiglia stessa di sbarazzarsi di un veicolo in luogo di uno – sempre potenzialmente usato – ma più rispondente agli standard e le finalità che il Legislatore vorrebbe fare proprie.

Insomma, limitare la rivendita di veicoli all’estero (per mercati interessati molto spesso all’utilizzo dei componenti dei mezzi esportati o per rimetterli in condizione di piena circolazione, seguito interventi sugli stessi da parte di operatori esteri) non solo danneggia l’operato dei Rivenditori d’Auto, ma finisce per limitare conseguentemente il ricambio di mezzi in seno alle famiglie, non trovando acquirenti, con difficoltà a reperire risorse per i nuovi acquisti e non potendosi pensare di rispondere a tali esigenze con i soliti bonus delle case costruttrici per l’acquisto di nuovi mezzi.

Sia l’Associazione che i suoi associati hanno richiesto diversi pareri legali sulla disposizione in commento. Tutti gli esiti ricevuti confermano, pur con sfumature diverse, che la norma potrebbe porsi in contrasto con il quadro costituzionale in materia di libertà d’impresa e con le regole europee in tema di vendita di beni e esportazioni. 

Si badi che l’approccio che l’Associazione intende perseguire in logica istituzionale è quello del confronto, nella convinzione di poter sottoporre al Decisore spunti utili e esperienze concrete per eventualmente gestire la questione della sicurezza e qualità dei mezzi in circolazione e perseguire politiche sempre più green. 

Allo stesso tempo, sarà impegno dell’Associazione quello di battersi in ogni sede competente per evitare il pregiudizio che la disposizione, così formulata sta già producendo per la categoria dei Rivenditori di veicoli e, anche, indirettamente, per l’utenza finale consumatrice e non.

Sarà cura dell’Associazione dare pronto aggiornamento sugli sviluppi.

Ufficio Stampa Assonauto:

Andrea Sanguineti

Tel. +39 010 0920536

Email: ufficio.stampa@assonauto.it

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